MONTAGNA e ATTIVISMO – incontro con alberto peruffo

Giovedì 7 maggio ore 20.45, Teatro di Villa Belvedere a Mirano, ingresso libero e responsabile

Alberto Peruffo, attivista leader storico della lotta no pfas in Italia e in prima linea su molte altre criticità socioambientali del Nordest, tra cui la questione Olimpiadi Milano-Cortina, alpinista del CAI con spedizioni in Himalaya, Karakorum, Hindu Kush, Ande e grandi salite sulle nostre montagne, racconta e incrocia la storia dell’alpinismo e dell’attivismo sulle nostre Alpi, per motivare chi si ingaggerà sui nuovi fronti civili, valorizzando la libertà e la responsabilità di andare in montagna, riportando i valori dell’alpinismo “by fair means” con mezzi leali, dentro alle nostre città.

NON TORNERANNO I LARICI – Alberto Peruffo di nuovo al CAI Mirano.

di Marco Padoan (presidente protempore CAI Mirano A.Azzolini)

Dopo l’impegno contro l’inquinamento da PFAS, ho riletto ancora il suo nome quando è comparsa la notizia, in autunno 2024, della sua condanna per una scritta su un pilone della cabinovia con colore acrilico e pennello d’artista (quale è). Scrisse

“non torneranno i larici”

sul pilone della cabinovia per protestare contro lo scandaloso e irreparabile taglio degli alberi per far spazio alla pista da bob!

Alberto è vicentino, scrittore, artista, alpinista, regista culturale, socio e attivista di Mountain Wilderness dal 2008 e del Club Alpino Italiano ( sezione Montecchio Maggiore) dal 1991. Ha ricevuto un decreto penale di condanna (reato commutato in pena pecuniaria che rimane comunque nella fedina penale) di 500 euro (poi ridotte a 400), per aver violato l’articolo 639 del Codice penale:

“perché imbrattava il pilone di sostegno della cabinovia denominata ‘Freccia nel Cielo’ scrivendovi, con vernice di colore giallo, la frase ‘non torneranno i larici’. Fatto commesso in Cortina d’Ampezzo, il 19 febbraio 2024”.

Era il giorno dell’apertura cantieri per lo sliding center.

Il direttivo di Mountain Wilderness Italia scrisse:

“Alberto Peruffo è un attivista sociale e ambientale, alpinista, noto per il suo rigore scientifico e per le sue azioni altrettanto rigorose, nonviolente, coordinatore di molte lotte nel Veneto devastato e contaminato”.

Peruffo era tra gli oratori della manifestazione indetta per salvare il bosco di Ronco.

“Durante il percorso, alla luce del sole e alla presenza di vari giornalisti, ha lasciato un messaggio che osiamo definire – contro il parere del giudice – poetico”.

La scritta era “di ridotte dimensioni, molto poco impattante dal punto di vista ambientale (40 cm x 15 cm), ma evidentemente non dal punto di vista concettuale”, con un colore acrilico leggero e lavabile, utilizzando un pennello d’artista, non una bomboletta spray. “Lo scopo era di lasciare un monito simbolico e un pensiero su cui riflettere, scritta che le intemperie avrebbero cancellato in breve tempo.”

L’avevo conosciuto anni fa in occasione di una serata culturale, all’epoca l’argomento era una, delle tante, spedizione alpinistica e di solidarietà in Perù.

Una condanna che in realtà è una medaglia per una persona straordinaria, ho pensato.

Sarebbe bello invitarlo per una serata.

E’ stata l’occasione per leggere il suo libro-denuncia “Non torneranno i prati” dell’inquinamento da Pfas delle campagne venete, che a sua volta rovescia (in una prospettiva purtroppo peggiorativa) il titolo del film di Ermanno Olmi “Torneranno i prati”.

La decisione di provare ad invitarlo è venuta in occasione della preparazione dei corsi Alpinismo A1 e roccia Ar1, grazie agli amici e neo istruttori Fabio Busatto e Alessandro Volpato che hanno spinto per trovare un ospite che potesse discutere di tutela dell’ambiente montato e etica dell’alpinismo e non solo in montagna, ed approvato con ammirazione la proposta.

Grazie Alberto !

Locandina A3 Peruffo 2026

 

Data

Mag 07 2026

Ora

20:45 - 23:00

Etichette

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